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22 Giugno 2026

Collezione Undercurrent di Qasimi: arte di Hassan Sharif interpretata da Hoor Al Qasimi a Milano

Il progetto biennale Undercurrent è stato presentato a Milano il 22 giugno 2026: Hoor Al Qasimi, in collaborazione con gli eredi di Hassan Sharif, mette in dialogo moda e arte per esplorare come il fare lasci una traccia visibile e temporale.

Collezione Undercurrent di Qasimi: arte di Hassan Sharif interpretata da Hoor Al Qasimi a Milano

Il 22 giugno 2026 a Milano ha debuttato il primo capitolo di un progetto biennale che lega moda e arte contemporanea: la collezione Undercurrent firmata da Qasimiideata in collaborazione con gli eredi di Hassan Sharif. La proposta, curata dalla sceicca Hoor Al Qasimitraduce in abiti alcuni elementi centrali della pratica artistica di Sharif, valorizzando il gestola stratificazione e il rapporto tra materia e tempoelementi che emergono visibilmente dalla struttura dei capi.

La sfilata milanese segna l’avvio di un percorso biennale che mette a confronto linguaggi diversi: la ricerca artistica proveniente da Sharjah e l’arte sartoriale contemporanea. Qui la moda diventa un laboratorio in cui la memoria del processo creativo non è nascosta ma mostrata come parte integrante della forma.

La collaborazione con gli eredi e la direzione artistica di Hoor Al Qasimi

La collezione è stata sviluppata con il contributo degli eredi di Hassan Sharif e disegnata da Hoor Al Qasimiche è presidente e direttrice della Sharjah Art Foundation e figura chiave nella promozione degli artisti mediorientali attraverso la Biennale di Sharjah. La scelta di lavorare con la famiglia dell’artista ha permesso di tradurre principi concettuali in dettagli di sartoria: pieghe, trasparenze, fili a vista diventano il vocabolario sensoriale della collezione.

Una dichiarazione che spiega il progetto

Come spiegato dalla curatrice, Undercurrent si concentra su ciò che rimane dopo l’azione creativa. La descrizione del progetto è precisa: “Undercurrent – spiega Hoor Al-Qasimi – racconta come il fare lasci un segno.” La frase riassume l’intento di mettere in luce la traccia che il processo lascia sui materiali e sulle forme.

Traduzione dei principi di Sharif in linguaggio sartoriale

La pratica di Hassan Sharif ha enfatizzato la ripetizione, la pazienza del costruire e una relazione temporale tra opera e osservatore. “Il lavoro di Hassan ha colto che la ripetizione non è meccanica, ma cumulativa.” Questa osservazione è stata al centro della riflessione che ha guidato la progettazione dei capi: ripetizione di dettagli, sovrapposizione di strati e assemblaggi che accumulano significato visivo e tattile nel tempo.

Nel linguaggio degli abiti ciò si traduce in elementi che normalmente restano nascosti: pieghe profonde modellano camicie e capispalla per suggerire un processo di piegatura e formazione; strati trasparenti lasciano intravedere l’architettura interna dei capi, mentre cuciture sfalsate e dettagli costruttivi esposti trasformano la memoria del taglio e dell’assemblaggio in parte integrante dell’estetica.

Materialità e tempo come protagonisti

La collezione mette al centro la relazione tra materia e tempotessuti che dialogano con la sovrapposizione, trasparenze che rivelano fasi di montaggio, e segni di lavorazione resi evidenti perché diventino linguaggio narrativo. Il progetto non nasconde la tecnica ma la espone come testimonianza del fare, facendo emergere la stratificazione come metodo e come racconto.

Contesto familiare e continuità creativa

La curatrice ha inoltre richiamato la dimensione personale del lavoro, sottolineando il valore del procedere creativo in condizioni diverse. Dopo la perdita del fratello gemello Khalidscomparso nel 2019“, la presa del timone creativo della maison da parte di Hoor Al Qasimi ha segnato un passaggio che unisce memoria e rinnovamento. La collezione riflette ciò che significa lavorare in assenza di qualcuno e al contempo proseguire un’eredità artistica e familiare.

Il debutto a Milano funziona quindi come un punto d’incontro tra la scena artistica di Sharjah e la platea internazionale della moda, proponendo un modello in cui l’abito è documento di un processo e la sfilata diventa luogo di confronto tra discipline.

Con il lancio di questo primo capitolo, Qasimi apre una finestra su come l’arte concettuale può essere reinterpretata in chiave applicata: la collezione Undercurrent non solo omaggia la poetica di Hassan Sharifma propone anche una lettura pratica di quei concetti, traducendoli in dettagli che narrano il tempo e la tecnica del fare.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.