Cassano e i froci in Nazionale: ora zitti tutti

Cassano spera “che non ci siano froci in Nazionale” e divampa giustamente la polemica. Ma forse giornalisti sportivi e calciatori farebbero bene ad occuparsi solo di pallone, per evitare figure deprimenti come questa

Ho molto apprezzato i toni accesi della polemica del mio diretur, che su Sport e Motori stigmatizza non solo l’uscita di Antonio Cassano sui “froci” in Nazionale – “Spero non ce ne siano” suggerisce il barese – ma anche il deprimente atteggiamento dei giornalisti in sala stampa, che invece di alzarsi e andarsene ridono beatamente di fronte alle battutacce da bulletto di scuola media del pseudo campione del Milan.

Che l’ambiente del calcio sia omofobo non lo scopriamo certo oggi, ma se anche la stampa specializzata si mostra priva di qualsiasi sensibilità stiamo freschi se speriamo che cambi qualcosa!

A parte questo però, mi permetto di mettere nero su bianco un altro suggerimento ai giornalisti e in generale ai colleghi che si occupano di sport. Non domandate ai calciatori niente che esuli dal gioco del pallone, perché non ha senso, perché novantanove volte su cento l’altra parte non saprà cosa replicare, non sarà in grado di mettere due parole in croce, di esprimere uno straccio d’idea. Cassano e compagni, con qualche rarissima eccezione, son solo dei ragazzini cresciuti e viziati, ricchi e ignoranti, che hanno dedicato la vita al pallone tralasciando tutto il resto. Semplicemente, non sono in grado di esprimere opinioni su temi complicati e delicati come l’omosessualità.

Prendete la visita ad Auschwitz degli azzurri prima di approdare in Polonia per l’Europeo, strombazzata da tutti i media con la solita retorica d’ordinanza. Intendiamoci, va benissimo che la Nazionale vada a visitare Auschwitz, ma lo faccia in forma privata, senza giornalisti al seguito, senza rilasciare dichiarazioni. Perché poi tocca sorbirci un Chiellini (fortuna che il giorno non ha esternato Cassano!) borbottare banalità al microfono, evidentemente incapace e inadeguato a esprimere un pensiero di un qualche interesse su un tema enorme come l’Olocausto. Insomma, d’ora in poi ci si limiti a chiacchiere di fuorigioco e moduli tattici: sono campioni di calcio, non opinionisti da talk show o editorialisti da prima pagina.

(In alto: Cassano, fonte: Infophoto).

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Scritto da Style24.it Unit
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