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Caso Veronica Lario: abbiamo davvero il diritto di entrare a casa di Silvio?

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I panni sporchi si lavano da Bruno Vespa?

Il "caso Veronica" suscita una querelle sul nostro diritto di entrare in casa Berlusconi.

E, in generale, di infilarci nella vita privata di personaggi pubblici.

Personalmente, mi sconcerta un po' l'idea di donna che dimostra di avere il Premier durante la sua difesa a Porta a Porta: una minus habens credulona, plagiata dai comunisti minchiatari e privata dell'umana prerogativa di incazzarsi e soffrire di testa (e cuore) suo.

I sentimenti della moglie, a suo parere, sono il frutto di un complotto della sinistra!

Non sconfinerei troppo però nei meandri psichici dell'Imperatore, perché in linea di massima un uomo politico va giudicato solo per la sua capacità di governo della cosa pubblica.

Ci sono invece due aspetti della lite tra moglie e marito che darebbero facoltà di metterci il dito.

Uno è il "ciarpame senza pudore" sollevato dalla dichiarazione pubblica di Veronica Lario: il sistema di selezione della classe politica rappresentato dalla candidature di veline assortite piuttosto che di persone dalle accertate capacità amministrative.

L'altro, la condotta morale di un uomo che predica il valore della famiglia e poi, secondo le accuse della consorte, razzola come l'unico ammalato inguaribile di febbre suina.

Sulla questione Veline va detto che il reclutamento arbitrario è un vizio di origine di Forza Italia.

Sin dalla sua fondazione.

Gli italiani hanno decretato il trionfo politico di Berlusconi stesso quando costui con la politica non ci azzeccava nulla.

Vantava esperienze di palazzinaro e imprenditore televisivo, e milioni di persone lo hanno eletto sulla fiducia.

Perché era simpatico, non perché era competente. Mica si fa così in un paese serio!

Dunque, perché meravigliarsi se ora l'Imperatore candida una ragazza che ha acquisito meriti in altri campi e vanta un bel curri-culum a Canale 5?

"E' un metodo un po' random, ma nel mio caso ha funzionato, cribbio", si sarà detto il Papi di tutte le Veline!

Il comportamento farfallone del Premier, invece ,a mio parere, è più un dominio della satira e del gossip che non del giornalismo serio.

La moglie del presidente USA Jhon Kennedy aveva più corna di un arbitro di Calcio chiamato da Moggi a dirigere una partita della Juve!

Ma ciò non ha impedito a suo marito di ottenere elogi per il suo operato.

Ovvio che Kennedy non è Berlusconi, e neppure Marilyn Monroe è Angela del Grande Fratello, e l'America puritana non è l'Italia Vaticana, ma le coordinate della laicità Politica sono le stesse dappertutto…

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