Berlusconi fa l'ennesimo regalo alle sue tv: tutta la pubblicità del governo finisce su Mediaset

Il governo è un inserzionista pubblicitario in un modo non molto diverso da quello di un'azienda: ha infatti necessità di comunicare ai suoi clienti, i cittadini, le novità della sua offerta, cioè delle sue politiche.

La Nielsen Company ha confrontato i dati degli investimenti pubblicitari del governo italiano nel primo trimestre del 2008 (governo Prodi) con quelli del primo trimestre del 2009 (governo Berlusconi), mettendo in luce non solo un aumento del budget complessivo ma anche e soprattutto una sostanziale concentrazione delle risorse sulla televisione.

Ovvero su Mediaset, perché la Rai è tenuta a trasmettere la pubblicità istituzionale a titolo gratuito.

Analizzando più nel dettaglio i numeri si scopre che nei primi tre mesi del 2008 su poco più di un milione e mezzo di euro, 932.000 (il 58,6 %) erano destinati ad acquistare spazi nelle emittenti private;nel primo trimestre 2009 su 3.283.000 euro ben 3.137.000 (il 95,5%) finiscono nelle casse di Mediaset e a La 7 e Mtv che si spartiscono le briciole. Il resto, poco più di 140.000 euro, viene diviso tra giornali (9.000 euro ), riviste (59.000), radio (11.000) e internet (67.000, contro i 151.000 investiti da Prodi l'anno prima).

Ovviamente la scelta di dirottare la quasi totalità della pubblicità istituzionale sulla televisione – ricordiamo: il 95 per cento – non è per nulla giustificata dall'andamento del mercato ma, evidentemente, rientra nella volontà di punire i media considerati ostili e premiare quelli amici. Tra l'altro non si comprende la necessità di acquistare a caro prezzo spot sulle reti Mediaset avendo la possibilità di raggiungere il pubblico televisivo, in modo del tutto gratuito, attraverso la Rai.

Comunque, se il trend dovesse mantenersi costante, ecco trovato un modo semplice e perfettamente legale – ma eticamente a dir poco discutibile – che permetterebbe a Berlusconi di elargire alla sua azienda 12 milioni di euro l'anno di soldi dei cittadini. E poi c'è ancora qualche folle che sostiene che il conflitto d'interessi non esiste!

Scritto da Style24.it Unit
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