Beppe Grillo votava per Berlusconi (e anche gli elettori del M5S)

Dai commenti dei lettori del blog di Grillo si capisce la provenienza di buona parte degli elettori del M5S: vecchi fan di Berlusconi e Bossi, che hanno creduto al miracolo italiano e al celodurismo padano. Del resto, anche Beppe votava per Silvio

Sulla homepage del suo blog, Beppe Grillo pubblica un intervento di un lettore, come spesso fa, che però divide il suo pubblico, con metà ad applaudire e metà, ma forse di più, a stroncare e inalberarsi.

Il post dello scandalo cerca di tratteggiare, con palese ironia, un certo tipo di mediocre medietà italica: la famigliola con lui alla guida del Suv in sosta vietata di fronte al centro commerciale, panzuto ma frequentatore di palestre e lettore appassionato della Gazzetta dello sport che tutto sa di Ibrahimovic ma solo di quello, e lei appesantita mammina in leggings che vive per la passeggiata tra i negozi e la cui curiosità intellettuale si ferma al gossip su Belen. Del figlioletto, si può solo dire che pare abbia un destino segnato.

Ne scrivo perché i commenti critici dei lettori di Grillo sono illuminanti per tratteggiare il profilo di almeno una parte dell’elettorato del Movimento 5 stelle. Scrive emi: “Non riesco a capire questo post,ogni tempo ha i suoi modelli e ideali“, insomma Belen come nuovo modello di riferimento dell’umanità e lo shopping e il Suv come nuovi valori sociali. Setter è ancora più deciso: “Che post di merda… Criticare una persona perché ha un basso livello di istruzione è proprio da stronzi“. E infatti ai grillini viene più facile criticare chi ha un alto livello di istruzione: “Scommetto che lo sfigato che ha messo il post fa il professore, non sa cambiare una ruota dell’auto, e da lezioni in nero per arrotondare” dice uno, mentre un altro tira in ballo anche l’ideologia e la provenienza geografica: “Chi ha scritto il post probabilmente e’ sinistro, del sud, statale e sfigato per scelta….oltre a non saper svitare una lampadina e incapace di usare un trapano in quanto strumento di lavoro plebeo“.

Vi ricorda qualcosa tutto questo (compreso l’italiano traballante)? La visione della realtà che non va oltre i modelli trasmessi dalla televisione commerciale, scambiati addirittura per “ideali”, il disprezzo per la cultura e il lavoro intellettuale, la paranoia dell’anticomunismo e dei “sinistri”, l’odio per gli statali considerati tutti degli scansafatiche e infine il razzismo per i meridionali. La risposta la dà molto efficacemente un altro lettore, Andrea Bruschi, che scrive: “Io starei attento perché qua a Parma di gente così ne conosco molta ed ha votato m5s . Compreso molta gente ex berluschina (e direi anche ex leghista, ndb) che ora dopo la vittoria si e’ scoperta fan di Grillo“.

Ma come, direte voi, gli elettori di Berlusconi e Bossi che votano per l’economia solidale e l’ecologismo del Movimento 5 stelle? A parte che non è una novità, ma un dato fotografato da tutti gli studi sui flussi elettorali, non c’è proprio di che stupirsi: gli ex fan del miracolo italiano e del celodurismo padano non stanno mica a leggersi i programmi, sono attratti – come in passato – dall’uomo forte, da quello che urla e va sopra le righe, dalla parolaccia che abolisce il ragionamento e il confronto, dalle sparate giustizialiste e dall’assoluzione generalizzata per il popolino. Del resto, pare che anche Beppe nel ’93 si fosse invaghito di Berlusconi. E allora, forse è il caso di cominciare a pensare se questa Italia, al di là delle buone intenzioni di molti grillini, possa produrre davvero qualcosa di buono.

(In alto un’immagine di un Suv, fonte: Messa in scena).

Scritto da Style24.it Unit
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