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Beppe Grillo, un vaffanculo al dialogo!

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Nei due video di questo post, tutto l'intervento di Beppe Grillo nel programma de La 7 di Ilaria D'amico, Exit

Tempo fa ho segnalato su Format, con un po' di creativo sarcasmo, il limite della comunicazione di Beppe Grillo.

"Grilloscrivevo tra l'altro– ha il merito di aver alfabetizzato molta gente. Ha spiegato loro che dietro i fatti della Politica ci sono interessi di alta finanza che riguardano le finanze delle nostre tasche, parlando di Telecom o Parmalat. E che il resto è fumo negli occhi…

…è il primo Comico moderno, mangiapolitici e mangiapreti, che frequenta il Palazzo del Re.

Diventa un interlocutore dei governanti. Va da Prodi, al Parlamento europeo, propone cambiamenti strutturali alle Istituzioni…influisce sull'agenda politica, ispira liste civiche che esprimeranno dei rappresenti del popolo nelle sedi istituzionali.

Insomma, un Politico a pieno titolo.

Ma rimane anche un comico. E continua ad usare il linguaggio dei Comici. Deride i difetti fisici, caratteriali, le intonazioni dialettali, allude alle debolezze intime.

Lo psiconano, il ceppalonico, Prodi-alzheimer

Unico limite, l'uso improprio del sacro linguaggio comico in un terreno profano….la prima norma della Comunicazione corretta ed efficiente è di condividere lo stesso codice tra emittente e destinatario. Il linguaggio della comicità ,decontestualizzato, è invece un codice alieno alla Politica. E stabilisce una Comunicazione asimmetrica."

Un nugolo di grilletti mi ha sparato una gragnuola di insulti: emuli del loro leader soliloquente, non hanno neppure letto ciò che ho scritto!

Quando ho contestato loro che non avevano capito una mazza del mio post, qualcuno ha fatto marcia indietro: dimostrando così che aveva letto per l'appunto solo il titolo del mio articolo!

Un po' di rispetto per il lavoro altrui, via…

In questi giorni tanti giornalisti e blogger, valutando il monologo urlato da Grillo nel programma de La 7 condotto da Ilaria D'Amico, Exit , lo criticano per un motivo simile: "Grillo non comunica, si parla addosso e calpesta l'impegno altrui!"

Scrive Tiziano Scolari di Schegge di Vetro:

"La più grande cosa che la rete consente è la condivisione, il confronto. Piacerebbe però che Beppe Grillo, dopo aver lungamente parlato, accettasse di rispondere alle domande… Troppo facile parlare per un quarto d'ora e poi andarsene via."

In fondo, Beppe Grillo rilancia il tipico difetto italiano: l'incivile senso tribale, da clan, che impedisce anche alle persone animate da valide idee e sani propositi di dialogare con chi è diverso da loro.

E favorisce la creazione di micro-società con leggi autonome, formate da "la mia gente!".

I sociologi dicono che questo tipo di spirito asociale dipende dal "pensiero monistico", la tipica forma mentis del mafioso terrorizzato dall'alterità.

Questa è la spiegazione tecnica del vizio di parlare solo con chi ci dà ragione: estrema come tutte le teorie.

Senza ambire a verità scientifiche, a me pare che la Gran Bretagna e la Francia sono Paesi molto più civili e progrediti perchè lì le bande impermeabili al dialogo stanno solo negli ambienti criminali.

L'italia invece è divisa in tribù. Spesso ben intenzionate, come nel caso dei meet up.

Di fatto però i clan autoreferenziali si integrano in società e mandano a fare in culo ,in perfetto stile grillino, ogni velleità di convivenza civile!

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