Beppe Grillo o Partito democratico? Il dramma dell’elettore!

Bersani e Bindi non riescono a distinguere la tv dal web, ma Grillo fuori dai soliti argomenti legalitari fa disastri. L’ultima sparata è sull’Iran: ho un cugino che mi dice che si sta benissimo. Più che un leader, l’amico del Bar Sport

Ha gioco facile Beppe Grillo nell’ironizzare sull’ultima sortita del leader del Pd, che ormai sembra pagato da Maurizio Crozza per uscite sempre più nonsense.

Dice Bersani, con quel suo piglio che si sforza di essere fiero e orgoglioso ma che appare sempre più posticcio: “Il Pd è un partito senza padroni ad Arcore o che ci arrivano via Internet“; e giustamente il comico genovese si domanda: “Cosa vorrà mai dire? Che il web è proprietà privata di qualcuno e lui, pur sapendolo, non lo vuole dire in pubblico?”.

Del resto i democratici, l’abbiamo capito da tempo, non sono esattamente degli esperti di comunicazione: la presidente del partito, Rosy Bindi, commentando gli ultimi risultati elettorali,  si avventurava in un parallelismo tra il conflitto d’interessi dell’imprenditore televisivo Berlusconi e quello (ma in che senso Rosy?) dell’imprenditore di internet e braccio destro di Grillo Casaleggio. Ora, va bene che la Bindi probabilmente è ferma all’ascolto di Radio Maria su una radio a valvole, ma per un leader politico del ventunesimo secolo che dovrebbe fare campagna elettorale sui media digitali, una qualche conoscenza in merito – almeno arrivare a intuire le differenze tra web e tv generalista – non guasterebbe.

E qui qualcuno di voi starà già pensando: che problema c’è, si vota per il Movimento 5 stelle. Già, peccato che anche Grillo – quando esce dal solito refrain sulla cacciata dei politici e la pulizia del Palazzo – riesca a far più ridere (o piangere) persino di Bersani. Intervistato dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, il guru dei cinque stelle a una domanda sull’Iran risponde così: “Quelli che scappano, sono oppositori. Ma chi è rimasto non ha le stesse preoccupazioni che abbiamo noi all’estero. L’economia lì va bene, le persone lavorano. È come il Sudamerica: prima si stava molto peggio. Ho un cugino che costruisce autostrade in Iran. E mi dice che non sono per nulla preoccupati”

Scappano gli oppositori. Già Beppe, in genere il problema delle dittature è proprio questo: chi non è d’accordo col regime scappa o viene fatto fuori, non mi pare una cosa da poco. A volte Grillo sembra come quelle persone, poco scolarizzate e un po’ cialtrone, che hanno qualche nozioncina rosicchiata qua e là su un qualche argomento, e quando ci discuti – proponendo il tuo punto di vista magari fondato su una preparazione specifica – ti rispondono guardandoti dall’alto in basso, con un sorrisino a metà tra la derisione e la compassione. Loro sanno cosa c’è dietro le verità ufficiali, loro hanno le fonti giuste, a loro non li frega mica nessuno: loro hanno il cugino iraniano che gli dice come vanno le cose. Speriamo che Grillo non abbia qualche anziano parente tedesco che gli racconti che Hitler era un benefattore e che nei campi di concentramento si giocava a tombola, o siamo fritti!

(In alto: il presidente iraniano Ahmadinejad, nuovo amico di Grillo – fonte: Infophoto).

Scritto da Style24.it Unit
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Concerto per l'Emilia 25 giugno Bologna: video di Raffaella Carrà e Ligabue

Concerto 25 giugno Bologna: le foto dell'evento, raccolti 2,5 milioni di euro

Leggi anche
Contents.media