Beppe Grillo e l'oscuramento da Ventennio di Rai e Mediaset

Se si lascia perdere un certo populismo datato e un po’ ingenuo (“non siamo né di destra né di sinistra ma voliamo in alto”), se si va oltre la solita arroganza riservata a chi non è riconosciuto come amico (“i partiti sono morti”), bisogna ammettere che Beppe Grillo ha alcune idee ben precise (acqua pubblica, energie rinnovabili, lotta alla corruzione) e un seguito di simpatizzanti e potenziali elettori di tutto rispetto.

Sappiamo che non gli piace il termine “leader”, ma insomma, volente o nolente è diventato il rappresentate di spicco (va bene così Beppe?) di un movimento che alle scorse elezioni regionali ha toccato punte del 7 per cento e che è riuscito a eleggere dei consiglieri in importanti regioni come Piemonte ed Emilia. Insomma, la nuova forza politica di Grillo c’è, e tutto lascia supporre che alle prossime tornate elettorali, compresa quella per le elezioni politiche, se la giocherà da protagonista.

Peccato che un telespettatore della Rai (Santoro a parte) o di Mediaset (avremmo detto Mentana a parte, ma non c’è più, forse proprio perché nel suo Matrix dedicava un po’ troppo spazio al comico genovese), non abbia quasi la possibilità di sapere dell’esistenza di Grillo e del suo progetto politico. Quelli che accendono la televisione sull’uno e si sono persi il telecomando probabilmente l’hanno dato per disperso da molto tempo. Fanno eccezione i soliti Tg la7 e Sky Tg24, però davvero i cinegiornali fascisti del Ventennio sono molto, troppo vicini.

Scritto da Style24.it Unit
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