Beppe Grillo bannato dal suo blog!

Nel blog di Grillo sono vietati i messaggi offensivi, con turpiloquio, sessisti o razzisti. Ecco un breve elenco di tutte le volte che il comico ha violato le sue regole, dalle parolacce ai politici alle invettive contro Rom e marocchini

L’altro giorno navigavo tra i commenti del blog di Beppe Grillo e mi sono trovato di fronte a queste “avvertenze”, in sostanza le regole per poter intervenire, che vietano i messaggi “con linguaggio offensivo” o che “contengono turpiloquio“, quelli “a contenuto sessista o razzista” e chiaramente quelli “il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc)”.

Turpiloquio, offese, frasi sessiste o razziste? Mi è venuto il dubbio che, se queste regole fossero davvero fatte rispettare, Beppe Grillo non potrebbe più scrivere sul suo blog.

Ma andiamo con ordine e facciamo qualche verifica. Sul turpiloquio – parliamo di uno che usa abitualmente termini come “cazzo” e “coglioni” giusto per intercalare – potremmo anche evitarci gradi ricerche, vi basti sapere che se si inserisce la parola “vaffanculo” nel motore di ricerca interno al blog, viene fuori qualcosa come 4500 risultati!

Ancora più sorprendente risulta però il divieto ad usare un linguaggio offensivo, di fatto l’arma di polemica politica più usata e abusata dal comico a cinque stelle. Qualche esempio? Berlusconi è “un uomo di 74 anni senza prostata”, Bersani un “fallito” e uno “zombie”, Giuliano Ferrara “un container di merda”, Romano Prodi “Alzheimer”, Veltroni “ha il preservativo in testa”, Pisapia è “Pisapippa”, Fassino “una salma”, Veronesi “un assassino”, Vendola “un buco senza la ciambella” e la Montalcini “una vecchia puttana”.

Può darsi che Grillo se la cavi meglio quando si tratta di rispettare le donne? Ma manco per idea, d’altra parte è un ammiratore della teocrazia di Teheran – i parenti della moglie iraniana gli hanno detto che là si vive benissimo – e quindi è probabile che non abbia così a cuore i temi dell’emancipazione femminile. Del resto, è quasi della generazione di Silvio. Ma vediamo un piccolo campionario delle gaffe più celebri, dall’ultima sui talk show come il punto G delle grilline che osano presentarsi in tv, alla sparata contro Rosy Bindi “che non ha mai conosciuto il vero amore”, fino alle “zoccole” in parlamento, come disse in audizione alla Camera dei deputati.

Diamogli però un’ultima possibilità, insomma almeno quando si tratta di offese razziste ci aspetteremmo un rispetto puntiglioso della regola. Eppure nel 2007 sui Rom si esprimeva come un Borghezio qualunque: “Un Paese non può vivere al di sopra dei propri mezzi. Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia.” In seguito lo superava nell’analisi sul voto meridionale: “Abbiamo sempre riscontrato difficoltà a fare rete al Sud. Da cosa dipenderà? Forse è questione di carattere, ma può anche darsi che là siete più abituati al voto di scambio”.

Resta ineguagliata invece, degna di un fascista tutto d’un pezzo, la sparata in un video del 2006 dove il nostro guru così argomentava: “Se i marocchini vengono qui rispettano le regole, se no fuori! Però vuoi dare una passatina a un marocchino che rompe? Lo prendi, lo carichi in macchina, senza che ti veda nessuno, lo porti un po’ in caserma e gli dai due schiaffetti“. In quest’ultimo caso forse si configurerebbe anche una violazione dell’ultima norma, quella contro i messaggi che istigano a delinquere, ma per carità di patria la finiamo qua. La sostanza si è capita: Grillo dovrebbe essere bannato dal suo blog, perché non rispetta neppure una delle regole che si è dato per regolare gli interventi altrui. Ah già, ma lui non è chiaramente tenuto a rispettare le norme che valgono per i semplici militanti. Questo in effetti, alla faccia della democrazia, lo si era capito da tempo.

Altri link:

Beppe Grillo contro i talk show: ma perché i telegiornali gli vanno bene?

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Scritto da Style24.it Unit
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