Arnold Schwarzenegger, il discorso: da Capitol Hill all’infanzia

Arnold Schwarzenegger ha condiviso un lungo discorso: dall'assalto a Capitol Hill a Donald Trump passando per la sua infanzia.

Arnold Schwarzenegger ha pubblicato sui social un lungo discorso sull’assalto a Capitol Hill. L’ex governatore della California ha analizzato la situazione, parlando anche della sua infanzia e muovendo pesanti accuse a Donald Trump.

Arnold Schwarzenegger: il discorso

L’assalto a Capitol Hill e gli scontri di Washington entreranno nei libri storia come un momento triste e buio della democrazia americana. Le immagini hanno lasciato il mondo intero senza parole, così come l’atteggiamento incomprensibile di Donald Trump.

Ad esprimersi su quanto accaduto anche l’attore Arnold Schwarzenegger, ex governatore della California.

Attraverso i suoi profili social, ha condiviso un lungo discorso e ha rivolto pesanti accuse al quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti. L’uomo definisce Trump un “leader fallito” e spera che diventi “irrilevante“. Non solo, Arnold ha paragonato i Proud Boys, movimento di estrema destra, ai nazisti della Notte dei Cristalli e ha rivelato un dettaglio inedito della sua infanzia. Stando alle sue parole, il padre lo picchiava e terrorizzava sua madre.

Le parole di Arnold

Schwarzenegger ha esordito:

“Da immigrato in questo Paese, vorrei dire due parole ai miei concittadini americani e a tutto il mondo su quello che è successo in questi giorni. Sono cresciuto in Austria. Sono a conoscenza dei fatti della Notte dei Cristalli. Fu la notte in cui si scatenò la furia contro gli ebrei avvenuta nel 1938 da quelli che erano gli equivalenti dei Proud Boys. Mercoledì la Notte dei Cristalli è avvenuta qui negli Stati Uniti. I vetri spezzati erano quelli delle finestre del Campidoglio. Ma la folla non ha solo mandato in frantumi le finestre del Campidoglio, ha mandato in frantumi le idee che davamo per scontate. Non hanno solo buttato giù le porte dell’edificio che ospitava la democrazia americana, ma hanno calpestato i principi su cui il nostro Paese è fondato. Sono cresciuto sulle rovine di un Paese che ha sofferto la perdita della democrazia. Sono nato nel 1947, due anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Crescendo, sono stato circondato da uomini distrutti che annegavano nell’alcol il rimorso di aver partecipato al più cattivo regime della storia. Non tutti loro erano rabbiosi antisemiti o nazisti, molti hanno solo acconsentito a tutto passo dopo passo. Erano le persone della porta accanto”.

Arnold ha spiegato di non aver mai voluto condividere pubblicamente la sua infanzia perché si tratta di un argomento doloroso. Suo padre tornava spesso ubriaco a casa, picchiava i figli e terrorizzava la moglie. Nonostante tutto, l’attore non lo considera completamente responsabile e lo giustifica per il “dolore emotivo per ciò che avevano visto e fatto”. Ovviamente, il riferimento è alla guerra.

Arnold Schwarzenegger contro Trump

Schwarzenegger ha proseguito scagliandosi contro il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti :

“Il Presidente Trump ha cercato di ribaltare i risultati di un’elezione. Ha cercato di fare un colpo di stato ingannando le persone con le sue bugie. Anche mio padre e i suoi vicini sono stati ingannati con le bugie e so dove queste bugie hanno portato. Il Presidente Trump è un leader fallito. Verrà ricordato dalla storia come il peggior presidente di sempre. La cosa buona è che presto sarà irrilevante quanto un vecchio tweet. Ma cosa ne faremo dei funzionari eletti che hanno permesso le sue bugie e la sua slealtà? (…) Tra poche ore, il Senato e la Camera dei Rappresentanti staranno facendo gli interessi del popolo certificando l’elezione del presidente eletto Biden. Che grande esempio di democrazia”.

Arnold ha concluso il suo discorso ribadendo di credere fermamente nella democrazia e sottolineando che “più viene temprata, più diventa forte”.

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Un post condiviso da Arnold Schwarzenegger (@schwarzenegger)

Scritto da Fabrizia Volponi
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