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Anna Foglietta al Festival di Venezia 2020: il discorso di apertura

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Anna Foglietta è la madrina dell'edizione 2020 del Festival di Venezia: il discorso d'apertura.

Anna Foglietta, madrina del Festival di Venezia 2020, è arrivata in Laguna emozionata come non mai. Con la classe e l’eleganza che da sempre la contraddistinguono, l’attrice ha tenuto un discorso d’apertura davvero ricco di speranza. Ovviamente, non ha dimenticato di mandare un messaggio alle famiglie delle vittime di Covid-19.

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Anna Foglietta a Venezia: il discorso

Il Festival di Venezia 2020 resterà nella storia. Per la prima volta, a causa dell’emergenza Coronavirus, il red carpet ha visto l’assenza del pubblico e la sola presenza di fotografi muniti di mascherina. Un’edizione diversa, ma che doveva assolutamente andare in scena. Anna Foglietta, madrina della Mostra del Cinema, ha tenuto il classico discorso d’apertura ricco di speranza. L’attrice ha dichiarato:

“La Mostra ha creato un protocollo di sicurezza nei minimi dettagli, e chiede al pubblico di essere attivo, per dimostrare che in Italia si più e si deve fare cultura. Fino a poco tempo fa pensavamo che ci saremmo abbracciati come non avevamo mai fatto. Ora siamo ancora in un limbo, una terra di mezzo dove la paura è ancora presente. Ma siamo qui a condividere un’esperienza insieme, a respirare, pur se filtrata, la stessa aria, in sicurezza”.

Anna è apparsa visibilmente emozionata, ma contenta di aver ricevuto un compito tanto importante. La Foglietta, infatti, è la prima madrina ad aprire una manifestazione importante a livello mondiale nell’era del Covid-19. L’attrice ha proseguito:

“Questo Festival può diventare un modello, si può fare. È un grande verbo, ‘fare’, è propositivo, è importante. Quest’estate ho incontrato un contadino, mi ha ispirato perché mi ha fatto capire che nella vita bisogna fare, non perdersi in chiacchiere. Un esempio di un’Italia che lavora. Voglio rivolgermi a quell’Italia fatta di tradizioni, quel fuoco che ci dice che siamo vivi. Vivi vuol dire essere umani, lottare contro l’abbruttimento culturale. Noi artisti abbiamo la responsabilità di trovare un linguaggio universale, occuparci del nostro pianeta e non solo il nostro giardino, tutelare l’infanzia e non solo i nostri bambini. Quest’anno è stato l’anno degli invisibili e l’arte si è fatta più volte vostra portavoce. Grazie a tutti coloro che lavorano a Venezia 77. Grazie a Venezia”.

Il pensiero alle vittime del Covid-19

In conclusione, Anna non ha potuto fare a meno di rivolgere un pensiero affettuoso alle vittime del Covid-19, ringraziando anche i medici che sono quotidianamente impegnati in questa battaglia. La Foglietta ha concluso:

“Grazie a tutti i medici e paramedici che hanno vissuto un incubo. Voglio abbracciare i famigliari delle vittime del Covid: è stata dura. E forse lo sarà ancora. Ma il futuro non è scritto. E forse questa volta abbiamo non solo la facoltà ma anche il dovere di immaginarlo, e poi di costruirlo, il mondo che verrà”.

Le parole della madrina del Festival di Venezia 2020 sono cariche di speranza e tutti i presenti le hanno apprezzate.

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Un post condiviso da Raffaele Cirella (@nerdpowers) in data: 2 Set 2020 alle ore 3:24 PDT

Scritto da Fabrizia Volponi
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