Negli ultimi mesi l’acqua frizzante è tornata al centro dell’interesse dietetico, soprattutto per una ricerca pubblicata nel 2025 che ha indagato un possibile legame tra le bollicine e la perdita di peso. L’appeal è chiaro: un bicchiere di acqua gassata sembra più divertente di quello naturale, e se in più potesse contribuire a dimagrire si trasforma in una soluzione apparentemente semplice. Tuttavia, i risultati dello studio, condotto su 46 adulti, mostrano cambiamenti timidi che devono essere interpretati con cautela. La dietista Nunzia Zagaria esperta del Santa Maria Hospital di Bari, ha analizzato i dati e ha separato i meccanismi biologici dalle reali prospettive di dimagrimento quotidiano.
Effetti metabolici dell’acqua frizzante nello studio del 2025
Lo studio, pubblicato su BMJ Nutrition, Prevention & Health ha valutato l’impatto dell’acqua frizzante sul metabolismo glucidico. I partecipanti hanno sostituito mezzo litro di acqua naturale con la stessa quantità di acqua gassata ogni giorno per 12 settimane. Al termine, il gruppo ha registrato una media di perdita di 0,72 kg. I ricercatori hanno ipotizzato che l’anidride carbonica contenuta nella bevanda potesse favorire l’attivazione della glicolisi, aumentando il consumo di glucosio da parte delle cellule ematiche.
Attivazione della glicolisi e utilizzo del glucosio
Secondo le conclusioni, la CO₂ assorbita durante la degustazione della bevanda può stimolare la via metabolica della glicolisi, il processo mediante il quale le cellule trasformano il glucosio in energia. In pratica, i globuli rossi avrebbero un leggero incremento nell’assorbimento di glucosio, con una conseguente riduzione di una piccola frazione di zuccheri disponibili. Sebbene il fenomeno sia biologicamente verificabile, la quantità di energia “bruciata” risulta minima e non capace di generare una perdita di peso di entità clinicamente rilevante.
Sazietà legata alla distensione gastrica
Un altro effetto osservato riguarda la sensazione di pienezza. Il gas presente nell’acqua frizzante provoca una temporanea distensione delle pareti dello stomaco, più marcata rispetto all’acqua liscia. Questa maggiore tensione gastrica invia al cervello segnali di sazietà, spesso tradotti in una diminuzione dell’appetito prima dei pasti. Per alcune persone, un bicchiere di acqua gassata assunto poco prima di pranzo o cena può ridurre la quantità di cibo ingerita, ma la risposta varia notevolmente da individuo a individuo.
Limiti dello studio e indicazioni pratiche
Nonostante i risultati, è fondamentale considerare le limitazioni metodologiche. Un campione di soli 46 adulti riduce la potenza statistica e rende difficile generalizzare i dati. Alcuni studi precedenti hanno mostrato un aumento del volume gastrico senza alcuna differenza significativa sul peso corporeo. Inoltre, l’acqua frizzante non è adatta a tutti: chi soffre di reflusso gastroesofageo, gastrite, meteorismo o sindrome dell’intestino irritabile può avvertire fastidi dovuti alla maggiore pressione gastrica.
Per chi decide di includere l’acqua frizzante nella routine, la raccomandazione rimane quella di mantenere un’adeguata idratazione giornaliera, pari a 1-1,5 litri di liquidi, preferibilmente al di fuori dei pasti principali. Un bicchiere poco prima di cucina può aiutare a moderare l’appetito, ma non deve sostituire una alimentazione equilibrata né una regolare attività fisica, che continuano a rappresentare i fattori più decisivi per una perdita di peso sostenibile.
Per ottenere risultati concreti, è più efficace puntare su una dieta varia, un corretto apporto calorico e uno stile di vita attivo, integrando l’acqua gassata solo come piacevole alternativa idrica.



