6 passi nel giallo (dei raccomandati): meglio fare dietrofront

6 passi nel giallo, ovvero la solita fiction italiana da tre in pagella. In più ci sono pure i registi raccomandati

Una storia palesemente inverosimile – il figlio di un serial killer che a sua volta diventa un serial killer, manco fosse un notaio che eredita lo studio del papà – e un colpevole che becchi dopo mezz’ora di film: ci può essere un giallo peggiore al mondo? Ebbene questo ci ha proposto ieri Canale 5, all’interno della serie 6 passi nel giallo: se gli episodi sono tutti come quello di ieri (Souvenir, con Giorgia Surina e Nicolas Vaporidis) meglio decisamente tornare sui propri passi e spegnere la televisione.

Il punto è che, nonostante la sbandierata collaborazione Usa, siamo ancora pienamente invischiati nella profonda mediocrità della fiction italiana: regia dilettantistica, recitazione da sala parrocchiale, scene viste e riviste mille volte, sceneggiature inverosimili, parentesi romantica immancabile e fuori luogo, colpi di scena che più telefonati non si può, un po’ di sangue e cadaveri giusto per scimmiottare lo stile CSI. In più la ciliegina sulla torta: i registi dei film sono Lamberto e Roy Bava (figlio e nipote del celebre Mario, regista di culto degli anni 60 e 70) e Edoardo Margheriti (figlio del regista Antonio). I raccomandati anche al cinema, ecco ora sì che respiriamo a pieni polmoni l’aria del Belpaese!

(In foto: Giorgia Surina ispettrice di polizia nel film della serie 6 passi nel giallo).

Scritto da Style24.it Unit
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